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Uno
dei maggiori talenti dell'arte moderna fa ingresso a
Palazzo Ziino. Fino ad agosto, le sue sale espositive
ospitano una prestigiosa mostra dedicata a Egon Schiele
(Vienna, 1890-1918), maestro dell'Espressionismo europeo,
straordinario disegnatore, innovatore della poetica
pittorica del Novecento e interprete della violenta crisi
del secolo trascorso.
La mostra annovera una sessantina fra dipinti e disegni,
provenienti dal Museo Leopold di Vienna, la più ampia
raccolta delle opere dell'artista austriaco esistente al
mondo. Vengono esposte, tra le altre, la prima opera
espressionista di Schiele, l'autoritratto Nudo
maschile seduto (1910) e il celebre Cardinale
e monaca (1912).
Della Vienna cuore dell'Impero austro-ungarico, emblema di
un mondo ricco, potente, gaudente, ma anche intriso di
disparità sociali, di violente contraddizioni e di
latenti trasformazioni, Schiele colse in profondità i
segnali che ne annunciavano il malessere e la decadenza.
Ecco, così, la figura umana, centro della sua opera,
proposta scomposta e lacerata, attraversata da una
passione che sconfina nella malattia e nella morte. Ecco
che la sua arte non si limita a descrivere ciò che
appare, ma è uno sguardo verso l'interno, verso la realtà
più intima. A confronto con le vicende della società del
tempo, l'uomo, temendo di perdere il proprio
"io", si pone alla ricerca d'una nuova identità.
Partendo da queste premesse, tra il 1910 e il 1915,
Schiele giunse alla descrizione dell'analisi dell'io,
influenzato dalla psicoanalisi di Freud.
Schiele intrecciò il proprio destino con quello di Gustav
Klimt, di cui fu allievo, e con la Secessione viennese,
ma, per la scelta delle tematiche più scabrose, si
contrappose allo stile accademico dominante, inaugurando
una personalissima visione fatta di pulsioni drammatiche.
Fu Schiele a portare, per la prima volta in pittura, la
crudezza del sesso in forme estreme, rappresentato da
figure nude, magre e consunte: poche, affascinanti linee,
capaci di ritrarre un'umanità malata, tanto lontana da
quella "dorata" dei caffè viennesi. Numerosi
gli autoritratti, che raffigurano l'artista in svariate
pose, persino da morto, e che testimoniano la crisi
d'identità della cultura europea del tempo, con lo
sgretolarsi delle sue certezze nel periodo
dell'industrializzazione, che precipiterà nella primo
conflitto mondiale.
Schiele visse gran parte della propria vita in miseria e
solamente nel 1918, sei mesi prima della morte, ad appena
28 anni, venne rivalutato e consacrato alla fama
internazionale.
Palazzo
Ziino
Via Dante 53 - Palermo
A cura di Vittorio Sgarbi, Rudolf Leopold e Romana Schuler
Fino al 1/08/2004
ORARIO: da martedì a domenica 9.30-19.00; lunedì chiuso
INGRESSO: € 7. Omaggio: fino ai 18 anni e dopo i 60 anni
e inoltre, scolaresche e studenti universitari (previa
esibizione della tessera universitaria)
INFORMAZIONI: Palazzo Ziino tel. 091 7407610
Ufficio Cultura e Spazi Espositivi tel. 091 7405910
www.comune.palermo.it
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