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Egon Schiele
A Palermo fino al 1/08/2004

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Egon Schiele, Autoritratto con la testa a capo chino, 1912
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Egon Schiele, Ragazza in piedi con vestito blu, 1911
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Egon Schiele, Ragazza sdraiata con spille nei capelli, 1918
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Egon Schiele, Uomo seduto dai capelli neri, 1910
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Egon Schiele, Edit Schiele con un vestito a strisce, 1915
Uno dei maggiori talenti dell'arte moderna fa ingresso a Palazzo Ziino. Fino ad agosto, le sue sale espositive ospitano una prestigiosa mostra dedicata a Egon Schiele (Vienna, 1890-1918), maestro dell'Espressionismo europeo, straordinario disegnatore, innovatore della poetica pittorica del Novecento e interprete della violenta crisi del secolo trascorso.
La mostra annovera una sessantina fra dipinti e disegni, provenienti dal Museo Leopold di Vienna, la più ampia raccolta delle opere dell'artista austriaco esistente al mondo. Vengono esposte, tra le altre, la prima opera espressionista di Schiele, l'autoritratto Nudo maschile seduto (1910) e il celebre Cardinale e monaca (1912).

Della Vienna cuore dell'Impero austro-ungarico, emblema di un mondo ricco, potente, gaudente, ma anche intriso di disparità sociali, di violente contraddizioni e di latenti trasformazioni, Schiele colse in profondità i segnali che ne annunciavano il malessere e la decadenza. Ecco, così, la figura umana, centro della sua opera, proposta scomposta e lacerata, attraversata da una passione che sconfina nella malattia e nella morte. Ecco che la sua arte non si limita a descrivere ciò che appare, ma è uno sguardo verso l'interno, verso la realtà più intima. A confronto con le vicende della società del tempo, l'uomo, temendo di perdere il proprio "io", si pone alla ricerca d'una nuova identità. Partendo da queste premesse, tra il 1910 e il 1915, Schiele giunse alla descrizione dell'analisi dell'io, influenzato dalla psicoanalisi di Freud.

Schiele intrecciò il proprio destino con quello di Gustav Klimt, di cui fu allievo, e con la Secessione viennese, ma, per la scelta delle tematiche più scabrose, si contrappose allo stile accademico dominante, inaugurando una personalissima visione fatta di pulsioni drammatiche.
Fu Schiele a portare, per la prima volta in pittura, la crudezza del sesso in forme estreme, rappresentato da figure nude, magre e consunte: poche, affascinanti linee, capaci di ritrarre un'umanità malata, tanto lontana da quella "dorata" dei caffè viennesi. Numerosi gli autoritratti, che raffigurano l'artista in svariate pose, persino da morto, e che testimoniano la crisi d'identità della cultura europea del tempo, con lo sgretolarsi delle sue certezze nel periodo dell'industrializzazione, che precipiterà nella primo conflitto mondiale.
Schiele visse gran parte della propria vita in miseria e solamente nel 1918, sei mesi prima della morte, ad appena 28 anni, venne rivalutato e consacrato alla fama internazionale.

Palazzo Ziino
Via Dante 53 - Palermo
A cura di Vittorio Sgarbi, Rudolf Leopold e Romana Schuler
Fino al 1/08/2004
ORARIO: da martedì a domenica 9.30-19.00; lunedì chiuso
INGRESSO: € 7. Omaggio: fino ai 18 anni e dopo i 60 anni e inoltre, scolaresche e studenti universitari (previa esibizione della tessera universitaria)
INFORMAZIONI: Palazzo Ziino tel. 091 7407610
Ufficio Cultura e Spazi Espositivi tel. 091 7405910
www.comune.palermo.it

 

fonte Tiscali Arte