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MASCHERINI E LA
SCULTURA DEL '900
A TRIESTE PRESSO MUSEO
REVOLTELLA FINO AL 14 OTTOBRE
Il Salone
degli Incanti di Trieste ospita la mostra “Mascherini e la
scultura europea del ‘900” in cui saranno presentate 113 opere,
di cui 65 firmate dal grande scultore.
(27/07/2007)
Marcello Mascherini (1906-1983) è il più importante scultore (e
certamente il più popolare artista) triestino del Novecento. Il
centenario della nascita ha offerto l’occasione per una fitta
serie di manifestazioni celebrative che hanno riportato
all’attenzione del pubblico un personaggio già molto amato
eppure ancora da riscoprire in tanti suoi risvolti.
Dal 28 luglio al 14 ottobre, il “Salone degli Incanti”, il nuovo
centro espositivo nato dal recupero della grande Pescheria
centrale, ospiterà la mostra “Mascherini e la scultura europea
del ‘900” in cui saranno presentate 113 opere, di cui 65 firmate
da Mascherini e una cinquantina da autori di rilievo della
scultura del secolo scorso. Le sue opere, in un arco di tempo
che va dalla metà degli anni Venti all’inizio degli anni
Settanta, verranno messe a confronto con un’ accurata selezione
di pezzi di Max Klinger, Adolfo Wildt, Alfonso Canciani, Ivan
Mestrovic, Arturo Martini, Marino Marini, Dino Basaldella,
Umberto Baglioni, Marino Mazzacurati, Charles Despieau, Pericle
Fazzini, Ossip Zadkine, Emilio Greco, Luciano Minguzzi, Reginald
Butler, Lynn Chadwick, Kenneth Armitage.
L’esposizione prevede, comunque, anche una sezione introduttiva
di particolare interesse nella vicina sede del Museo Revoltella,
dove i visitatori potranno immergersi nel clima culturale della
Trieste di inizio ‘900, l’ambiente in cui è maturata la
vocazione artistica di Mascherini, tra le opere degli scultori
locali di poco precedenti o suoi contemporanei come Ruggero
Rovan, Franco Asco, Giovanni Mayer, Carlo Hollan e Giovanni
Marin, ma anche di grandi nomi come Leonardo Bistolfi.
La carriera di Mascherini è iniziata molto presto ed ha trovato
subito occasioni importanti per fare emergere lo scultore a
livello nazionale, tra cui le Biennali di Venezia del 1936 e del
1938, che gli valsero l’acquisto di due opere dalla Galleria
Nazionale d’Arte Moderna.
La sua prontezza visiva, la sua capacità di allargare lo sguardo
e di rielaborare linguaggi antichi (la grecità arcaica, l'arte
etrusca, la bronzistica rinascimentale) e moderni, la sua
capacità di incontrare il gusto di un colto e sofisticato
mercato internazionale fanno di Mascherini un unicum nell'arte
triestina e italiana del Novecento: un unicum che viene indagato
proprio alla luce di questa sua fiduciosa apertura verso le
molteplici lingue della modernità.
Per questo i curatori della mostra, Flavio Fergonzi e Alessandro
Del Puppo, hanno voluto proporre una mostra di contesto, divisa
in dieci sezioni, che prova ad affrontare la questione dei
riferimenti, del rapporto di dare e avere con altri scultori, e
può restituirci la piena specificità delle scelte stilistiche di
Marcello Mascherini lungo mezzo secolo di storia della scultura
italiana ed europea.
Di questo artista “civilissimo e barbaro”, secondo la
definizione che su di lui coniò il poeta Alfonso Gatto,
colpiscono, però, assieme alla capacità e al desiderio di
conoscere e confrontarsi con la scena internazionale, il piacere
di isolarsi nel suo mondo, e il mito, sapientemente da lui
stesso alimentato, di una solitaria e sdegnosa
autoreferenzialità.
Mascherini, tuttavia, ha saputo coltivare un collezionismo
intelligente e affezionato che gli ha permesso di raggiungere
presto e mantenere per sempre un posto di rilievo tra gli
scultori italiani del XX secolo.
Grazie ad una ricerca paziente e accurata, è stato possibile
rintracciare opere in tutta Europa, nei più prestigiosi musei
(dalla Tate Gallery al Musée Royal e al Middelheim Museum di
Anversa, dal Centre Pompidou al Museum der Bildenden Kunste di
Lipsia, dalla Galleria Mestrovic di Spalato al Museo Zadkine di
Parigi, per citare gli stranieri, ma anche nelle gallerie d’arte
moderna di Milano, Torino, Firenze e Roma) e in moltissime
collezioni private di tutta Italia.

“MASCHERINI E LA SCULTURA DEL NOVECENTO”
dal 28 luglio al 14 ottobre 2007
Trieste, Museo Revoltella (via Diaz 27) e
Centro d’arte moderna e contemporanea dell’ex Pescheria centrale
(Riva Nazario Sauro.).
Orario: 10-20
Biglietto unico per le due sedi: intero: 7 ridotto: 4
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